Moglie infedele si riscopre ninfomane

moglie infedele racconta

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Per una donna non è mai facile descrivere la sua vita da infedele, si vive con il senso di colpa, con quel tipo di vergogna che una situazione come questa comporta.

Eppure, il piacere che mi dà avere dentro di me altri uomini oltre mio marito, mi dà il coraggio di affrontare la cosa a testa alta e di sostituire il senso di colpa con il piacere che ricavo da ogni amplesso.

Come tutto ha avuto inizio

Sono una donna di 38 anni e sono sposata da cinque con un uomo di 43 anni. Fin dai primi mesi di matrimonio mi imposi un certo contegno, mi dicevo sempre: “non diventerò mai come le mie amiche, rimarrò sempre fedele al mio uomo”, ma la situazione rende l’uomo ladro ed io sono diventata una ladra perfetta.

Mio marito è un bravo uomo ed è anche di bell’aspetta, ha solo un difetto: mette il suo lavoro prima di tutto. Spesso mi fa aspettare a lungo, mi dice che ritornerà alle 20:00 e poi, prima delle 22:00, non è mai a casa.

La sera in cui tradii mio marito per la prima volta avevamo un ospite a cena. Quest’uomo era un caro amico di mio marito, ed era venuto in casa nostra perché aveva bisogno di un favore. Luigi si presentò puntuale a casa, alle 20 in punto, la cena era già a tavola, mancava come al solito, solo mio marito.

Alle 20:30 mi chiamò, dicendo che non sarebbe stato a casa prima delle 22 e che avremmo fatto bene a mangiare senza di lui, per non rovinare la qualità del cibo.

Quella sera mi arrabbiai molto, ricordo che presi due piatti e li lanciai in aria, ma Luigi intervenì per cercare di evitare che mi facessi del male. Mi guardò fisso negli occhi, capì che ero stanca e fu in quel momento che io caddi, mi buttai tra le sue braccia e, per la prima volta, mi concedetti ad un uomo che non era mio marito. Lo feci per vendetta, ma fu la vendetta più bella della mia vita.

Era il secondo uomo nudo che vedevo in vita mia, e devo ammettere che fisicamente si discostava enormemente da mio marito, due fisicità completamente diverse: mio marito ha un fisico molto magro, lui, al contrario, è evidentemente un palestrato e poi, il sesso, era il doppio più grande di quello di mio marito. Insomma, provai un nuovo tipo di orgasmo.

Cosa successe dopo

Ci incontravamo con cadenza settimanale, ma poi dalla sua bocca uscì la frase che mi ha reso la donna che sono oggi: “che ne diresti se la prossima volta che vengo porto con me un amico?” Inizialmente rimasi perplessa, ma dopo un attimo di esitazione risposi: “perché no?”

Ci incontrammo due giorni dopo e Luigi venne con Marco, suo collega di lavoro. Non lasciai a Marco l’opportunità di presentarsi: portai entrambi in camera da letto e chiesi loro di fare di me tutto quello che volevano.

La cosa grave però è successa dopo. Ho aspettato per settimane che loro mi proponessero di portare un terzo uomo ancora, ma la proposta non arrivava. Dovetti trovare tutto il coraggio che avevo in corpo e infine feci la mia proposta: “non avete un altro uomo da portare?”

I miei due amanti rimasero di stucco, ma mi accontentarono e la volta successiva portarono Paolo, un allenatore di calcio bellissimo e soprattutto molto più giovane di loro, credo che avesse circa 25 anni.

L’incontro con questo giovane uomo fu sconvolgente e mi causò dei litigi anche con Luigi e Marco, perché durante quell’incontro il mio trasporto fu quasi esclusivamente per il giovane allenatore.

Gli incontri con Paolo e alcuni membri della sua squadra

A fine serata chiesi a Paolo il suo numero di telefono e da quel momento iniziai due frequentazioni parallele: il lunedì e il venerdì pomeriggio mi vedevo con Luigi e Marco, il mercoledì sera andavo da Paolo, con la scusa di incontrare le mie amiche.

La mia condotta sessuale però mi cominciò a preoccupare: durante la mia settimana i miei rapporti sessuali erano continui, facevo sesso con mio marito e altri tre uomini, praticamente scopavo continuamente.

Ne parlai con una mia amica, che lavora come psicologa, e scherzosamente mi disse che soffro di ninfomania. Eppure non aveva tutti i torti e la mia condotta successiva lo dimostrò.

Un giorno andai a trovare Paolo a casa e iniziammo a pomiciare. Ma improvvisamente suonarono alla porta: era un suo compagno di squadra. Mi guardò strano e capii che forse lui sapeva.

Mi mostrai gentile e disposta, insomma non la faccio lunga, finimmo a letto tutti e tre insieme, ma feci una scoperta allucinante, Paolo era bisessuale.

Infatti durante il nostro amplesso, gli interscambi tra Paolo e il suo amico furono molteplici. Lo stesso successe due settimane dopo: Paolo e il suo amico affittarono una camera in un b&b vicino casa mia, ma non si presentarono soli, si unì a noi il proprietario del b&b e compagno di squadra dei due.

Praticamente stavo diventando la puttana di tutti e la cosa non mi dispiaceva.

Com’è la mia vita oggi?

Vivo la mia quotidianità cercando spasmodicamente del sesso. Oltre a fare sesso con mio marito, con cui non ho mai smesso di fare l’amore, malgrado i miei vari amanti, continuo a vedermi con Luigi e Marco, e di tanto in tanto con Paolo, ma non mi precludo nuovi incontri.

Ho accettato il mio essere una ninfomane, e se all’inizio me ne vergognavo, ora vivo la mia condizione con enorme piacere.

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